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La cupola interna del Battistero, alta 16 metri, si conclude alla sommità con una lanterna ottagonale. Una cuspide su cui si posa la statua in bronzo di un Angelo con aureola (su cui è inciso il nome S.Gabriele) e la croce astile di rame dorato. La luce filtra nel battistero per mezzo di una doppia serie di bifore sovrapposte e dalla lucerna posta sulla sommità della cupola. Due colonne sono addossate a ciascuna parete e ciò da, all’interno, un senso di grandiosità e leggerezza.

Al centro troneggia la Fonte Battesimale (1520-1531), la grande cisterna ottagonale è un blocco monolitico di marmo rosso proveniente dalle cave di Sant’Ambrogio in Valpolicella (Verona), posta su una base di marmo, opera di Lorenzo Trotti su disegno di Paolo Sacha (1527) , coronato da una piccola statua del Cristo risorto in legno dorato. Janello Torriani costruì gli sportelli nel 1532. Non si tratta di un fonte battesimale ma di una vasca dove, durante la veglia pasquale, il vescovo benediva l’acqua da distribuire nelle parrocchie. Ogni facciata del prisma suddivisa in tre sezioni reca alcune iscrizioni con la data di costruzione ed il nome dei fabbricieri del tempo.  Chiude tutto il coperchio di marmo, sul cui vertice si trova la statua di S. Giovanni Battista, eseguita dagli orafi del XVI secolo.

All’interno troviamo anche le statue settecentesche di San Filippo Neri e di San Giovanni Battista come pure la monumentale cantoria sono dello scultore Giuseppe Chiari (allievo del Bertesi).

Nell’edificio sono stati collocati i frammenti musivi del cortiletto del Torrazzo, databili alla seconda metà del IV secolo: essi si distinguono per l’eleganza del disegno compositivo, caratterizzato da una serie di ottagoni collegati ad alcuni quadrati da una treccia a due nastri e arricchito da motivi decorativi, tra cui foglie d’edera nere, fiori in boccio rosa, pelte fogliate e nodi di Salomone. Costituivano complementi decorativi originari del Battistero i due picchiotti in bronzo con protomi leonine degli inizi del XII secolo (ora in Palazzo Vescovile), inseribili nell’ambito della produzione in metallo italo-settentrionale cui non sono estranei riferimenti formali alla tradizione mosana.

Allo stesso titolo, la statua originaria dell’arcangelo Gabriele, già sulla sommità del Battistero ed ora sostituita da una copia, è opera in bronzo, probabilmente di maestro lombardo, databile tra XII e XIII secolo. All’esterno, al di sopra di uno dei due speroni smussati, è poi immorsata una pregevole testa, ormai molto consunta, riconducibile all’ambito wiligelmico o nicolesco

Orari d’apertura
Dalle 10 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 17.40
Chiuso il giorno di Natale, di Pasqua e nella solennità dell’Assunta
Ingresso
Biglietto intero: 3 euro
Biglietto ridotto (studenti e over 65): 2 euro